Anno 2020, le persone non potevano abbracciarsi incontrarsi e vedersi. Si viveva una situazione irreale, le città erano deserte e dove prima c’era l’asfalto la natura stava pian piano prendendo lo spazio tolto. Erano scomparsi i sentimenti e nell’aria veleggiava un’oscura presenza che odiava con tutta la sua forza, odiava cosi tanto che per un abbraccio, o un bacio colpiva a morte le persone. Ecco perché tutti se ne stavano rinchiusi in casa.

Potrebbe sembrare l’inizio di un romanzo distopico, Orwelliano, invece è una semplice trasfigurazione della realtà. Perché parliamo di sentimenti? Semplicemente perché il Giro d’Italia prima di una competizione è un sentimento, un’emozione che vive e si reitera nel tempo, un’emozione lunga cento anni.

Doveva partire il Giro d’Italia in questo caldo Maggio, ma quest’anno come molti di noi hanno fatto è rimasto a casa a proteggersi. Allora ci hanno pensato alcuni scrittori, mossi da un’idea, la narrazione. Con la narrazione si possono fare giri immensi, la narrazione è potente, la narrazione è carica di simbologie e può essere interpretata da ognuno di noi in modo completamente diverso. La narrazione è immune da questa stupida bestia che ci vuole senza sentimenti.

Ecco, proprio per questo motivo nasce il “Senza Giro”, ventuno tappe virtuali abitate da racconti ed illustrazioni, il giro che non c’è ma che vive nella fantasia. Giornalisti e scrittori racconteranno attraverso un storytelling tutto rosa le avventure e le gesta dei ciclisti, si rivivrà con l’immaginazione ogni singola tappa, ed ogni singola tappa rivivrà come nella realtà. Non si sa ancora chi sarà il vincitore, ma sicuramente passo dopo passo la maglia rosa prenderà forma ed incoronerà l’atleta più forte, almeno nei nostri sogni.

Potete seguire il Senza Giro a questo indirizzo web, mi raccomando, armiamoci di pazienza ed iniziamo a popolare le curve delle più importanti salite. Noi saremo li a tifare i nostri eroi.