Quello che si legge su un articolo apparso su Merate Online ha quasi dell’assurdo, limitare (e di molto) l’ingresso alle biciclette, nella fattispecie mtb ed anche cavalli in un luogo amato dai bikers del circondario brianzolo e non solo.

Trent’anni di Marathon Bike e un campionato Italiano alle porte forse non hanno insegnato ancora nulla, una grande opportunità economica non sfruttata che potrebbe auto finanziare miglioramenti e controlli ed una palestra che ha formato campioni della mtb di livello internazionale che potrebbero diventare un triste ricordo per il territorio brianzolo.

Eh si, siamo dunque arrivati ormai alla frutta.

Una sorta di piste ad “anello” da fare in sicurezza, “per evitare criticità nei confronti dei pedoni”

Questa la motivazione principale data dalla Comunità del Parco di Montevecchia e Valle del Curone. Più spazio ai pedoni invece che ai bikers. Per le poche volte in cui mi sono cimentato sul percorso, da biker, non ho mai trovato difficoltà di convivenza reciproca, si frena, ci si sposta e si lascia passare in totale sicurezza e reciproco rispetto. Certamente poi ci sono le gare, una all’anno se vogliamo essere precisi, ma in quel preciso caso ci sono controlli ed il tragitto è totalmente limitato e protetto dai volontari.

La domanda è perché?

Perché c’è sempre l’esigenza di polarizzarsi sempre in due entità distinte, associazioni di bikers della zona e gestori del parco, perché non si arriva al dialogo costruttivo, ad una tavola rotonda per trovare una soluzione che possa andare bene ad entrambi. Bisogna sempre vivere un confronto costruttivo, altrimenti non potrei spiegarmi il perché le associazioni di bikers hanno nello statuto la diffusione della cultura sportiva quando questa non avviene proprio dai principi fondamentali.

Non siamo di fronte ad istituzioni ed organi in un certo senso politici che dovrebbero interessarsi di un settore e di uno sport, soprattutto quando il problema riguarda il territorio di appartenenza?

Due visioni diverse di vita, due esigenze diverse che possono convergere in una soluzione che non penalizzi da una parte i tanti bikers che arrivano dal circondario e dall’altra tutte le persone che vogliono fare del rilassante trekking.

Potrebbero nascere interessanti soluzioni da prospettive diverse che potrebbero alimentare l’auto sostenibilità e cura del parco del Curone visto le possibilità economiche notevoli nella zona. Si pensi solamente al migliaio di persone che arrivano da tutta Italia a settembre per gareggiare ed all’indotto che porta una manifestazione simile. Perché non puntare a zone attrezzate, a bike hotel, alla promozione enogastronomica di un territorio, quello di Montevecchia, che vanta formaggi e vino di primissimo ordine.

Inoltre ancora una volta il parco diventerà sede di un campionato italiano, quale migliore pubblicità per tutti gli amanti della mtb di venire a provare un percorso dal sapore internazionale, cosi difficile e tecnico.

La scelta della Comunità del Parco di Montevecchia la troviamo alquanto discutibile, certamente non si limiterà totalmente l’utilizzo della mtb, ma si dovrà pedalare lungo un anello ancora non definito che potrebbe abbandonare sentieri per essere diretto su ciclabili eliminandone totalmente il senso di fare mtb.

Compromesso? No. Magari potrebbe essere interessante da percorrere uno o due volte, ma non sempre, anche perché potrebbe annoiare, e di conseguenza vedremmo sparire i tanti appassionati di mtb da questa palestra naturale che è il parco del Curone.

Perché privilegiare solo un gruppo di persone invece che accontentare tutti cercando una coalizione con enti, associazioni e commercianti?

Speriamo che grazie ai vari gruppi di mtb, tra cui alcuni anche molto importanti e di fama mondiale si arrivi ad un compromesso per non precludere del tutto la possibilità di praticare un sano sport lontano dalle pericolose strade trafficate ed immersi in una territorio fantastico.

La promozione turistica potrebbe partire da una crisi di comunicazione tra enti ed associazioni per trovare soluzioni nuove e vantaggiose per tutti.