Circa tre anni fa iniziai la mia avventura attraverso la letteratura ciclistica.

No, non parlo di manuali sul ciclismo che ritengo poco utili, ma di letture incentrate sul ciclismo. Dalle biografie ai romanzi passando per i saggi.

Questo fu proprio il mio primo libro in assoluto che parlò di ciclismo. Non mi ricordo bene come trovai questo titolo, mi ricordo solamente, dopo una breve lettura delle recensioni che andai in libreria a prenotarlo.

Tre anni fa ero fortemente affascinato dal mondo urban delle bici a scatto fisso, e questo libro ne ripercorre proprio l’essenza.

Roberto Peia è un giornalista professionista che ha lavorato per il web, la tv e la carta stampata e che , spinto da una grandissima passione per la bicicletta, ha fondato a Milano la UBM, la prima società di messengers a Milano. Figo vero?

Ebbene in questo libro Roberto racconta dei suoi viaggi e delle sue esperienze a bordo della sua bicicletta proprio come messenger tra le vie della caotica Milano. Il suo, più che un lavoro, è una filosofia di vita, un rendere la città più vivibile portando la bicicletta al centro della sua attività lavorativa sia come mezzo di trasporto che di sostentamento e luogo di pensiero, insomma la sua casa.

Il libro è stato scritto e pensato come un diario ed alla fine di ogni capitolo Roberto mette una colonna sonora che meglio rappresenta lo stato emotivo della parte appena letta.

Tutta mia la citta: diario di un bike messenger l’ho divorato in due giorni e, anche se ambientato a Milano, mi ha fatto viaggiare con la fantasia nelle ben più note strade di Ny dove il bike messenger è una realtà da ormai svariati anni. Uno dei pochi libri che ho riletto diverse volte.