Lo ammetto, sono passato da Zwift a due mesi di totale assenza da qualsiasi tipo di software di simulazione virtuale per dedicarmi esclusivamente a allenamenti mirati con tabelle su forza e potenza.

Mi piace variare, e cosi per ritrovare la motivazione leggermente persa in questo periodo freddo dell’anno ho trovato per puro caso sulla pagina instagram ufficiale della Sei Giorni alcune gare virtuali in pista tra atlete professiniste sulla piattaforma BKool. Devo proprio dirlo, forza e velocità mi hanno sempre appassionato maggiormente rispetto alle salite ed ai lunghissimi giri in bicicletta. Insomma, sono per il breve ma intenso giro.

Mi sono quindi avvicinato a studiare gli allenamenti dei pistard, e questa applicazione con mia grande gioia mi permette di cimentarmi nella famosa gara dei 250 metri su pista assaporandone i risultati. Tutta forza e potenza.

Come funziona BKool

Bkool è sicuramente una piattaforma meno famosa e meno frequentata di Zwift ma che offre la possibilità di poter fare un giro realistico, sia attraverso una grafica 3d molto dettaglia che immergendosi all’interno di un percorso video realistico. Bkool offre la possibilità di gareggiare gratuitamente da casa all’interno di un circuito di gare realizzato da RecRace in collaborazione con FCI, interessante e assolutamente coinvolgente. Il metodo RecRace prevede anche l’utilizzo di una videochiamata mentre si pedala per rendere ancora più veritiera l’esperienza.

Come funziona BKool

Andando nel sito web bisognerà registrarsi ed inserire i propri dati come il peso l’età e la propria ftp, oppure se associamo la nostra applicazione a Garmin Connect, verrà rilevata autonomamente. Il primo mese è gratuito (con l’addebito di un euro che verrà restituito). Il costo mensile è di euro 9,99 e la disponibilità di percorsi è molto elevata. A dispetto di Zwift non abbiamo la classica isola virtuale di Watopia ma avremo sempre dei percorsi che realmente esistono.

Molti percorsi

Possiamo infatti scegliere sia percorsi stradali come la salita del Mortirolo oppure optare per un giro su pista indoor come ho scelto io. Per fare il test ho utilizzato un MacBook Air del 2015, un po datato che con l’applicativo Zwift spesso non era molto fluido ma che si è rivelato ottimale per questo applicativo. L’ho testato anche su ipad del 2020, ma l’esperienza purtroppo è stata negativa in quanto i miei rulli Elite Kura spesso si disconnettevano e le notifiche dei vari social interferivano con la sessione di pedalata.

Quali rulli servono

Con BKool possiamo usare qualsiasi tipo di rullo, addirittura paradossalmente potrebbe andare bene anche un semplice sensore di velocità e di cadenza applicato su una spin bike. Bkool prevede anche l’utilizzo di misuratori di potenza montati sulla nostra bicicletta. Se non avete un rullo interattivo, non disperatevi, io ho utilizzato, come precedentemente menzionato un semplice Elite Kura di 4 anni dotato di misuratore di potenza altamente preciso, peculiarità di questo sfortunato ciclomulino. A differenza di Zwift il nuovo applicativo mi ha rilevato automaticamente il modello dopo due pedalate associando tutti i sensori inseriti nel Kura, con Zwift ho dovuto fare il rilevamento sensore per sensore.

Strava e Garmin Connect

Possiamo associare diverse applicazioni come ad esempio Garmin Connect, ma attenzione l’app Connect passerà i dati a Bkool e non viceversa. Per avere i dati su Strava è meglio associarlo direttamente anche se l’upload non è proprio immediato come su Zwift ma poco importa.

Esperienza di allenamento

Se vi aspettate di potervi allenare pedalando su una strada virtuale come avviene in Zwift allora non fa per voi. Infatti Bkool presenterà un grafico con la potenza e la cadenza da tenere durante l’allenamento estraniandoci completamente dai percorsi. Questa potrebbe essere una scelta dovuta al fatto che i percorsi che troviamo su Bkool non sono ripetibili all’infinito, ma una volta concluso il nostro percorso l’applicazione ci dirà di salvare la sessione.

Che cosa vuol dire?

Vuol dire che abbiamo dei tracciati ben definiti con un certo chilometraggio. Se sceglieremo un percorso da 30 km o 20 km una volta raggiunto l’arrivo dovremo smettere di pedalare salvando il nostro giro e scegliere un nuovo percorso da affrontare, cosa che invece non avviene su Zwift. Nota negativa, ad ogni fine percorso ci sarà il salvataggio e l’upload su Strava, quindi se vogliamo fare più percorsi avremo sessioni separate di allenamento e non un’unica sessione.

Gli allenamenti disponibili sono molti ed ognuno è propedeutico a alla soglia di potenza scelta.Dalla schermata principale una volta cliccato sulla tabella allenamento possiamo fare delle ricerche in base alle zone che vogliamo allenare, tempo a nostra disposizione ed intensità.

Tante personalizzazioni

La cosa che più mi ha colpito è la possibilità di poter scaricare il nostro giro abituale da Strava e caricarlo sulla piattaforma programmandolo in modo condivisibile a tutti oppure privato. L’applicazione Bkool andrà a creare un giro virtuale del nostro percorso precedentemente svolto, se addirittura avremo sulla nostra bicicletta una cam che registra il giro, sarà ripercorribile in modo ancora più veritiero che in 3d.

Non solo ma come avviene anche per Zwift possiamo addirittura creare degli allenamenti seguendo le tabelle del nostro preparatore atletico e andando a pianificare le zone di potenza, la cadenza ed il tempo.

Concludendo

Posso dire che Bkool è un’applicazione ben fatta e secondo il mio parere superiore a Zwift sotto molti aspetti, in primo luogo la leggerezza del programma stesso e la possibilità di poter ripercorrere i nostri stessi giri.

Non ho mai avuto problemi di connessione internet nonostante la banda a disposizione fosse quella del mio telefono cellulare 4g in una zona che non prende in modo ottimale, il che significa che l’applicazione in gergo da programmatore si può definire leggera.

Unica pecca, come precedentemente accennato è l’impossibilità di poter eseguire un allenamento pedalando insieme ad altre persone su una strada virtuale. Molto probabilmente la scelta fatta è da imputarsi al focus del progetto, ovvero renderlo il più realistico possibile regalandoci le emozioni di terminare percorsi delimitati da una partenza e da un arrivo.