Dopo aver riportato tutte le misure del biomeccanico al telaista e dopo un mese di frenetica attesa in cui ho visto la mia bici da strada prendere forma finalmente ho potuto testare la mia specialissima Ponc in acciaio.

Ho la fortuna di sentire ogni minimo cambiamento di geometria del telaio, riesco a percepire quale muscolo lavora meglio, se la ruota è scorrevole, e come la bici entra in curva, se rilancia bene e quanto è rigida. Un dna tramandato da un callaudatore motociclistico quale era mio nonno che per ironia della sorte seguiva il giro d’italia come supporto tecnico a due ruote.

La bici in questione è il modello PONC 111C dotata di freni a disco meccanico Ultegra e pinze freno TRP SPYRE SLC in carbonio a doppio pistoncino. I dischi freno sono ultegra da 140, cosi come tutto il gruppo completo. Reggisella, attacco manubrio e manubrio Cinelli Neos in carbonio. Per la sella ho utilizzato una Selle Italia SLS, non molto leggera, mentre per le ruote ho optato per delle Damil in carbonio da 38mm montate su tubolari tufo da 28mm. I tubi utilizzati per la costruzione del telaio sono i top di gamma in acciao Deda Elementi, storica cugina di Columbus, mentre per la forcella ho montato una Columbus Futura Disc. Il passaggio fili è totalmente interno al telaio. Cosi montata la bicicletta completa ferma l’ago della bilancia a circa 8,5 kg, assolutamente niente male per una bici a disco in acciaio.

Ci sono voluti pochi chilometri per capire la bontà del telaio Ponc fatto su misura, la bicicletta contrariamente a quelle che ho sempre avuto di taglia inferiore anzichè sentirla soffocata dal mio corpo mi sono sentito avvolto da lei come seduto su di una comoda poltrona. Sensazione che invita a percorrere lunghi tragitti.

Il primo tratto di circuito pianeggiante ha messo in mostra l’anima criterium di questa bicicletta in acciaio dalle geometrie classiche, i continui rilanci hanno messo a dura prova il telaio che si è dimostrato molto reattivo. Le scorrevolissime ruote Damil hanno entusiasmato per la facilità con cui si riuscivano a raggiungere e mantenere velocità di 40 Km/h senza troppa fatica, merito degli ottimi mozzi torniti manualmente in officina ed all’adeguato profilo da 38mm in carbonio che ne fa una ruota polivalente. Unica pecca è stata la mia scelta di montare un tubolare da 28, cosa che sta diventando sempre più di moda e che vedo sempre più spesso nella dotazione di moltissime biciclette, ma che penalizza secondo la scorrevolezza a favore del confort.

Arrivato alla prima salita con pendenza vicino al 14% si inizia a sentire il peso del mezzo rispetto a quella in carbonio ma la sensazione di fatica svanisce man mano che si percorre la strada ripagato dalla comodità che offre l’acciaio. Anche in questo caso i rilanci sono pura poesia, ogni singolo watt viene trasmesso a terra non facendomi assolutamente rimpiangere il vecchio telaio in carbonio.

Il nuovo telaio Ponc in acciaio con tubature Dedacciai saldato a tig

In discesa la Ponc 111 è precisa, le asperità passano indenni sotto la sella, riesco anche ad ottenere un miglioramento del segmento su Strava, cosa che per noi ciclisti è più importante di una buona prestazione in gara.

La frenata dei dischi meccanici è il punto dolente. Purtroppo nonostante ho montato delle guaine rigide JegWire appositamente studiate per questo tipo di freno (e che lo migliorano notevolmente rispetto a quelle standard Shimano) risulta meno efficace dei freni Caliper e richiede prudenza. Inoltre questa tipologia di freni necessita di numerosi aggiustamenti delle pastiglie agendo sulla chiave a brugola che regola la distanza dei ferodi al disco, cosa che può diventare noiosa e che non sempre è possibile fare.

In conclusione sono molto soddisfatto di questa Ponc 111C che risulta una vera macchina da guerra nei circuiti cittadini in stile criterium e che non disdegna i lunghi percorsi dominati da ripide salite. E’ un telaio che può durarci un’intera vita e che può trascorrere insieme a noi momenti felici, può essere micidiale nei percorsi brevi e comodo in quelli più lunghi.

Se ci stanchiamo? Semplice, basta una riverniciata per dare nuova vita ad un eterno telaio in acciaio.

Non posso che consigliare a tutti un test biomeccanico che è stato necessario per poter fare una bici su misura. Se non lo avessi fatto sicuramente avrei preso un altro telaio inadatto alle mie caratteristiche fisiche pedalando male e con dolori post corsa. Grazie alla messa in sella che ho fatto allo studio GB4, le gambe lavorano con i giusti muscoli e riesco ad esprimere maggiore potenza con lo stesso dispendio energetico ed in piena comodità.

Una volta consumati i tubolari da 28 passerò ai 25 (Tufo come gli attuali), una sella più leggera sotto i 130gr ed un nuovo pacco pignoni Durace possono abbassare di un altro 200 gr il peso della Ponc 111C aprendo il posto a dei più pesanti ma sicuri (100gr) freni idraulici. Allora si che ci sarà da divertirsi in estrema sicurezza.