Cipollini, ormai diventato un opinionista di lusso sui social, commenta attraverso la sua pagina Instagram quanto accaduto ieri durante Il Lombardia. In modo particolare critica la sicurezza, e la pericolosità di quel punto critico dove è caduto Evenepoel.

Il ciclismo secondo Cipollini è “una brutta roba, pericolosissimo“.

Ho sofferto molto, moltissimo, momenti tragici quelli della caduta di Remco, ho visto sparire nel vuoto una persona e non sai mai cosa è potuto accadere.

Un tragico momento che ha fermato il cuore di tutti gli appassionati che con apprensione aspettavano le notizie di quel giovane ragazzo. Cercando di tenere la testa del gruppo che in discesa ha preso discreto vantaggio Evenepoel ha perso il controllo del proprio mezzo cadendo dal ponte.

Remco è poco più di un ragazzino, il nipotino di tutti noi, è nato in Belgio ma è il patrimonio di ciclismo. In futuro ci regalerà cose straordinarie, che chissà quale grande ha fatto prima di lui. E’ un super campione.

Ieri Remco, nonostante la sua giovane età, era uno dei pretendenti alla vittoria, il favorito da parte di tutti sia media che pubblico di appassionati.

Qui sotto le parole di Cipollini.

In quella discesa è la terza persona che finisce di sotto. Gli organizzatori, sono tranquilli questa sera o dentro di loro si diranno invece di fare 30 dovevo fare 31. Nella sicurezza bisogna fare 31, sempre.

Cipollini, critica l’aspetto sicurezza, propone di riformare la sicurezza, per tutti i ciclisti, anche per gli amatori, ma soprattutto nelle gare importanti come Il Lombardia.

O si cambia percorso, evitando quella discesa, ce ne sono tante di salite, oppure prendere in mano la situazione ed incominciare a mettere dei palloni e dei gonfiabili che veramente proteggano, non le balle di fieno come alle sagre.

I dispositivi di sicurezza, sono innumerevoli, vedi nel motociclismo, dove esiste un vero e proprio comitato che tutela la sicurezza dei piloti, perché non utilizzarli? Investire e spendere i soldi nella sicurezza è fondamentale, ne vale la vita dei ciclisti coinvolti.

E’ il terzo corridore che cade in quel punto. Che cosa deve accadere perché vi organizzate meglio per proteggere i corridori?

Gli atleti in questo momento hanno perso la cognizione delle cose, hanno perso il potere verso di voi, se i corridori non ci fossero voi non ci sareste. Avete la fortuna che non ce ne sono tanti come me altrimenti le cose cambierebbero

Parole dure quelle di Cipollini nei confronti degli organizzatori a cui è dedica un “voi”. Dobbiamo essere felicissimi perché oggi è andata bene e non siamo di fronte ad una tragedia. E’ il terzo corridore che cade in quel punto, ed ancora quel punto non era protetto e messo in sicurezza.

Mario ancora una volta, durante il suo monologo social critica la sicurezza, cosi come l’ha criticata durante il Tour di Polonia per l’incidente di Jakobsen, una sicurezza che a volte per contenere i costi, viene meno a discapito di tutti i corridori.

Bisognerebbe fare di più, ed anche velocemente.