L’ho conosciuto per i suoi dipinti murales, enormi personaggi che cavalcano biciclette come cavalieri in sella al proprio fidatissimo destriero. Mi ricordo ancora di quel giorno, rimasi per quindici minuti con il naso all’insù ad osservare il suo enorme dipinto cercando di capire che cosa volesse rappresentare ad ogni suo tratto, quale emozione volesse risvegliarmi in quel turbinio di idee. Pensai  “Questo è  veramente un grande e sicuramente amerà andare in bicicletta!”.

Qualche mese dopo notai un suo dipinto sulla rivista “Al Vento” in copertina, ma è proprio lui? Era destino, dovevo proprio intervistarlo.

Ciao Luca innanzitutto è un onore ed un piacere conoscerti, ti confesso che mi spaventa intervistare un artista specialmente se quotato come te. Penso che le persone che hanno doti artistiche di talento abbiano una capacità diversa di interpretare vita ed emozioni, una visione completamente nuova della realtà ed hanno innata capacità di riprodurla su tela. Che cosa ti piace esprimere nei tuoi dipinti?

Luca Di Maggio: Ciao, piacere mio e mi sento al quanto imbarazzato a leggere che ti spaventa intervistare un artista quotato, non so chi dia valore alle opere d’arte ma comunque è solo un valore economico che quindi non vale gran che. I veri valori si trovano dentro la persona e non nel portamonete. Arte è spirito. 
Tante persone con cui parlo rimangono affascinate dalla diversa capacità di come interpreto vita ed emozioni, è vero, però tante volte rimangono anche molto colpite negativamente della schiettezza e sincerità con cui dico le cose e vedo la vita. Sensazioni ed emozioni che riporto spesso nei miei disegni che possono piacere ma tante volte anche disturbare. Esprimo sicuramente parecchi stati d’animo. 

Da cosa è nato il desiderio di esprimere emozioni attraverso l’arte?

Luca Di Maggio: Non lo so esattamente, forse la morte di mio padre tanti anni fa. Forse la sensibilità che mi è stata donata alla nascita. So molto bene però che quando dipingo mi sento vivo e leggero come una piuma. Libero e sereno. 

Spesso il soggetto è il ciclista e la sua bicicletta, sei particolarmente legato a questo mezzo?

Luca Di Maggio: La bicicletta vale tanto quanto la pittura per me. Il pedalare, lo scorrere del paesaggio, la fatica sono emozioni che mi rendono una persona completa.

Che cosa rappresenta per te la bicicletta?

Luca Di Maggio: La vita: la partenza, percorrenza, arrivo. 
La bicicletta ti insegna a essere perseverante, ti insegna la fatica, ti regala emozioni e ti da la possibilità di visitare posti incantati.

E l’arte?

Luca Di Maggio: L’arte è come interpretiamo la nostra vita. Siamo tutti artisti del nostro viaggio, alcuni ne sono coscienti altri meno. 

Arte e ciclismo possono convivere insieme diventando uno stile di vita?

Luca Di Maggio: Beh certo. Credo che entrambe le cose rappresentino un forte stimolo di libertà.

Mi ha colpito molto il tuo atelier, casa/studio dove mescoli arredamento ciclismo e dipinti in ordine sparso, ne vuoi parlare?

Luca Di Maggio: Lo studio che ho in affitto è il contenitore delle mie emozioni. E’ un posto sospeso nel tempo e nel mondo. Il posto che assorbe tutte le emozioni della mia vita. Sincero; affascinante; essenziale.

La tua bici è una Cinelli Nemo tig in acciaio. Cinelli è un marchio a cui sono molto legato in quanto oltre ad essere la prima bicicletta che ho acquistato esprime anche un modo di essere. Potremmo definirlo un brand visionario che avvicina l’arte al ciclismo, che cosa ne pensi?

Luca Di Maggio: La mia Nemo è la bicicletta a cui sono più affezionato in assoluto. Con lei ho percorso e percorro strade bellissime, tanti tanti km. Mi ha aiutato anche superare un momento triste della mia vita sfogando molta rabbia sui quei pedali. 
Sicuramente si, Cinelli è stato per anni un brand visionario. Credo che sia sempre stata orientata, grazie ad Antonio Colombo,  più verso la bicicletta come forma d’arte che bicicletta da competizioni professionistiche. 

Bicicletta per pensare o fare sport?

Luca Di Maggio: Sicuramente per me per pensare ma apprezzo quotidianamente i progressi muscolari.

Ti è mai venuta qualche idea mentre pedalavi?

Luca Di Maggio: Tante si come tante le ho anche lasciate lungo la strada percorsa.

Se dovessi scegliere, Luca di Maggio ciclista professionista o artista affermato?

Luca Di Maggio: Scelgo Luca Di Maggio ne ciclista professionista ne artista affermato. 
Mi basta il dipingere all’aria aperta per avere un contatto reale con la gente ed il disegnare in studio per raccogliere le mie emozioni.
Il pedalare quando voglio, con chi voglio e dove voglio è per me fonte di gran benessere e ricchezza interiore e mi basta assolutamente così. 

Grazie Luca per il tempo che ci hai dedicato e buona continuazione!

Luca Di Maggio: Grazie a te per l’interessamento. grazie per le belle domande. 

Per visitare il suo sito: www.lucadimaggio.com

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