E’ molto facile associare gli scarsi risultati sportivi con il poco allenamento, ma è sempre vero? Esiste uno specifico caso in cui andiamo in sovra allenamento, ovvero lo stress.

Spesso si pensa ad un atleta professionista come un “alieno” in grado di poter fare fronte a molte ore di allenamento in sella, più di 800 chilometri alla settimana possono sembrare impossibili per molti, ma non per chi della bicicletta ne fa un lavoro.

C’è da tenere conto che i professionisti hanno una vita totalmente dedicata al ciclismo. Bambini da gestire, responsabilità famigliari sono ulteriore fonte di stress che può portare ad un sovraccarico di allenamento.

Abbiamo due tipologie di sovrallenamento, quello che possiamo definire “buono” denominato eustress, che è il tipico sovraccarico di allenamento che ci porta ad un miglioramento delle prestazione, ed infine quello cattivo, chiamato distress, ovvero il sovrallenamento vero e proprio.

Superallenamento e sovraffaticamento

Esiste un’ulteriore complicazione, spesso si parla di sovrallenamento confondendolo con il sovraffaticamento (superallanamento) che è solamente una condizione fisica recuperabile in pochi giorni e che può portarci ad una migliore condizione fisica. Generalmente si arriva ad un sovraffaticamento durante la fine di un periodo di allenamento piuttosto intenso di cui seguirà un periodo di scarico.

Il superallenamento è una condizione fisica che può affliggere molti sportivi, grave, a cui deve seguire un lungo periodo di riposo, si può parlare anche di mesi.

Il superallenamento avviene quando un atleta decide di ignorare la fatica da sovraffaticamento continuando con un allenamento intenso e stressante senza integrarlo con il giusto riposo. Ignorarlo può peggiorare le prestazioni e la salute fisica.

Come evitare il superallenamento

Il periodo di tempo in cui un atleta è i grado di fare fronte ad uno stato di persistenza da sovraffaticamento senza entrare in uno stato di superallenamento varia da persona a persona. E’ molto difficile stabilirlo. Le variabili che possono incidere sono sicuramente l’età e lo stress dovuto ad fattori esterni, come ad esempio, lavoro, famiglia ed altre incombenze.

Un atleta più giovane avrà sicuramente una capacità di recupero maggiore di un atleta anziano, l’età biologica in questo caso la fa da padrone.

Come riconoscere i segnali di allarme

I primi fattori o avvisaglie che possono farci pensare ad uno stato di superallenamento sono: apatia, demotivazione, perdita di appetito (o troppo appetito) ed irritabilità. Non saremo in grado di capire da soli queste mutazioni psicologiche ma dovremo fare affidamento alle persone più care che ci stanno intorno e con cui passiamo più tempo. Saranno loro in grado di percepire una mutazione del quadro comportamentale/psicologico.

Un allenamento frequente che ci porta ad eccedere ed ignorare l’adattamento del nostro corpo a livelli di stress maggiori evitando periodi di riposo ci porterà ad uno stato di stress da allenamento.

E proprio il caso di definire che il riposo è allenante, senza ovviamente eccedere.

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