Si parla spesso di Vo2Max, ma che cos’è di preciso?

Il Vo2Max si determina attraverso dei test ben precisi fatti in laboratorio e determina la nostra potenza aerobica. Il pratica il test viene fatto sotto sforzo e va a determinare attraverso degli strumenti specifici quale sia la nostra cilindrata. Ma a questo punto sorge spontanea una domanda. Se ho un Vo2Max basso sono automaticamente un perdente, e se invece ho un Vo2Max alto sarò un campione?

Questo quesito lo abbiamo posto a Fabrizio Pederzoli, per chi non lo conoscesse, è l’ideatore del metodo Pit, ovvero un metodo che permette attraverso la periodizzazione suddivisi in mesocicli di migliorare la nostra forma fisica andando a modificare positivamente la nostra potenza. All’interno del suo collaudatissimo metodo infatti esiste proprio un periodo in cui andremo a lavorare su questo fattore importante.

Secondo Fabrizio Pederzoli infatti:

il vo2max stabilisce che dotazione hai quando sali su una bici, ovvero se avrai a che fare con una Ferrari oppure con una Panda a metano. Chi lo possiede elevato grazie a madre natura per circa il 70 % è ovvio che parte avvantaggiato

Però, parlando ancora con Fabrizio, la cosa che ci ha lasciato maggiormente colpiti è che, nonostante venga rilevato un V02Max elevato durante i test, non garantisce automaticamente ottime prestazioni. Già dall’età puerile infatti, grazie allo sport si può andare ad agire su questo parametro modificandolo verso l’alto. Va da se che la playstation non rientra tra questi sport.

Quindi riassumendo i due fattori importanti sono:

  • una buona dote genetica
  • praticare sport in età adolescenziale

Sino a che età si può incrementare il V02Max

Un altro punto importante che abbiamo toccato vivamente con Fabrizio è l’età. Un altro fattore molto importante. Per chi ha iniziato la propria attività sportiva a 30 anni sarà sicuramente diverso che averla iniziata a 50 anni, l’incremento sarà inevitabilmente diverso, sino ad arrivare a un punto preciso in cui mantenere la propria Vo2Max sarà di per se un grande successo.

…..la curva di crescita in termini di miglioramento può essere simile per tutti dal momento in cui si e’ partiti e per 5 anni, poi ci sarà un plateau e un bivio. Chi cala meno velocemente sarà colui che meglio ha saputo gestirsi. Differente sarà il rendimento di un trentenne rispetto ad un cinquantenne se parliamo di potenze espresse, il potenziale sarà più favorevole all’atleta più giovane……

Un altro aspetto da tenere in considerazione è il passato storico dell’atleta. Prendiamo ad esempio nei giovani atleti come ad esempio Roglic passato dal salto con gli sci ad essere un ottimo ciclista e sicuramente promessa futura. Quindi non solamente il ciclismo condiziona le nostre performance ma anche il nostro trascorso sportivo generale.

Un dettaglio non trascurabile da tenerne conto è lo storico sportivo a ritroso del soggetto, se prima hai giocato a carte o fatto sport non aerobici ,rispetto a chi invece viene da discipline di resistenza c’e’ una bella differenza.

E’ possibile allenare il Vo2Max?

E’ possibile quindi attraverso gli strumenti che la tecnologia ci mette a disposizione allenare questa fondamentale componente ciclistica?

Allenare il vo2max oggi è molto più “facile” nel senso che sai perfettamente dove è collocato in una finestra ben precisa (106-120% della tua ftp), questo grazie al misuratore di potenza, senza il quale diventa più complicato intercettare il giusto carico con la sola fc. E’ importante avere effettuato un test per conoscere con precisione il proprio valore di ftp, che permetterà quindi di conoscere tutte le zone di lavoro.

Fabrizio Pederzoli ai suoi atleti dedica sempre un mesociclo dedicato al potenziamento del Vo2Max, anche se è possibile comunque prevedere una programmazione che eviti questa tipologia specifica di allenamento. Si tratta infatti di sessioni allenanti molto estenuanti che vanno a lavorare oltre il la soglia del 106% della fpt.

Dedico ai miei atleti un periodo di circa 1 mese a due sedute settimana in questa modalità. Prima di allenare questa componente è stata preceduta da altri e importanti passaggi legati alla forza in tutte le forme ciclistiche, al potenziamento all’agilità. Le 4 settimane previste avranno un carico sempre progressivo sia in termini di aumento della potenza (106-120%ftp) che di estensione in termini di tempo. Fare Vo2max senza avere una formazione adeguata lo trovo inconveniente. Suggerisco sempre di tenere sotto controllo le fasi di recupero e di osservare almeno 48 ore fra una seduta e l’altra. Durante la stagione non occorre più fare un volume cosi massiccio ,bensì costanti richiami.

Il sistema di allenamento per Fabrizio Pederzoli è quindi il seguente.

Suggerisco durante la settimana di inserire dalle 2-3 ad un massimo di 5-6 ripetute al Vo2Max con frazioni variabili. Oppure 2-3 sedute di 5-6 minuti o ancora 5-6 di 2-3 minuti con differenti cadenze di pedalata sia in pianura che in salita. Mi potrei sbilanciare anche nel suggerire questo schema per 3 settimane poi, successivamente, una di scarico durante la primavera. Nei mesi estivi possiamo ridurre a due settimane ed una di scarico fino anche a una di carico ed una di scarico. Tutte queste proposte sono indicazioni generiche che vanno valutate con lo stato di forma che si percepisce strada facendo.

Come abbiamo potuto vedere allenare il Vo2Max è possibile, ma seguendo un certo metodo di lavoro e pianificando attentamente la nostra preparazione atletica attraverso strumenti come il misuratore di potenza.

In conclusione il Vo2Max nell’era dei powermeter è un modello di allenamento mirato e preciso per chi desidera migliorare significativamente le proprie performance, soprattutto nel ciclismo il miglioramento non cade dal cielo e….se vuoi andare più veloce devi passare dal Vo2Max.

Se vuoi conoscere i piani di allenamento relativi al Vo2Max di Fabrizio Pederzoli con il metodo Pit ecco il link.

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