Davide Cassani, ct della nazionale dice la sua sul ritorno alle gare attraverso il suo profilo Facebook. Le parole sono di monito ma ben ponderate, fanno riflettere e come sempre, come dargli torto?

Purtroppo siamo in un periodo di incertezze, siamo ormai a fine Giugno e si sa poco o nulla delle gare amatoriali se non le linee guida organizzative. Come abbiamo potuto vedere dal calendario UCI, la situazione è leggermente migliore i professionisti che inizieranno a gareggiare ad Agosto. Sport di serie A e sport di serie B.

Chi ci assicura che ormai il Covid ha una carica virale molto più bassa rispetto a qualche settimana fa e chi invece dice che non siamo assolutamente fuori dalla pandemia. Sta di fatto che i numeri sono confortanti e in quasi tutte le regioni i casi sono davvero pochi. Ma perché tenerci così nella paura?

Queste le prime righe di denuncia del Ct della Nazionale, ed ancora nella sua lunga riflessione fa riferimento al buon senso ed alla prudenza.

Prudenza non vuol dire paura, pertanto se non bisogna esagerare nel fare le cose e pur vero che bisogna tornare a vivere.

Il riferimento cade ancora una volta sul calcio, si è fatto di tutto per farlo ripartire, a stadi chiusi certo ma comunque comodamente visibile da casa, un grande successo, partite su partite, tutta la settimana, mentre il ciclismo?

Per esempio il calcio ha veramente avuto, dal punto di vista televisivo, un grande successo. Gli stadi sono vuoti, questo il limite attuale, ma sono sempre stadi che grazie alle imprese dei giocatori, pulsano comunque di vita. Sono stadi, sono partite, sono giocatori che ci mandano un chiaro messaggio di vitalità e di ripresa.

Beh il ciclismo sembra essere come sempre lo sport di serie B, poche pagine sui quotidiani, alla fine è veramente importnate se due o tre team il prossimo anno cesseranno di esistere?

Ma parliamo di ciclismo. Si deve tornare a correre? Si, credo che il ciclismo non sia più pericoloso di quanto lo sia il calcio per i calciatori. Si sta discutendo molto perché ovviamente ci sono sul tavolo opinioni diverse: c’è chi vorrebbe correre subito e magari anche tutti i giorni, c’è chi vorrebbe riprendere l’attività con molto giudizio riprendendo le corse nei tempi e nei modi dovuto e chi ritiene che sarebbe più opportuno ricominciare il prossimo anno.

Ed allora facciamo presto, perchè non iniziare prima?

Il ciclismo è solo su strada? No, esistono diverse discipline come ad esempio la MTB. Milioni di atleti ed appassionati che rimmarranno a bocca asciutta, indotto, ristoranti ed alberghi vuoti, come per le granfondo. Un disastro.

Cassani centra l’obiettivo.

Dove sto io? Io dico che da metà luglio si potrebbe ricominciare a correre. Lo so, qualche piccolo rischio c’è ma cosa dobbiamo fare? Aspettare che i contagi si azzerino? Io credo che non si può aspettare ancora molto perché se non ripartiamo il prossimo anno avremo il 50% di squadre in meno. Sto parlando del nostro ciclismo giovanile. Ma la salute? La salute è la cosa più importante ma se tutti presteranno la massima attenzione i rischi saranno davvero ridotti ai minimi termini.

Ed allora vogliamo più Cassani per fare riprendere questo ciclismo che barcolla ma non molla, perchè abbiamo bisogno di correre e perchè l’economia, l’indotto, devono andare avanti, con cautela certamente, ma bisogna guardare avanti ed al più presto.

Bravo Cassani!