Come diventare un ciclista più forte?

Spesso si sente dire, quando un nostro amico acquista una nuova bicicletta costosa, leggera e performante, il classico “Eh ma contano le gambe”. Per il 95% la risposta è ragionevole e assolutamente veritiera, per il rimanente 5% è sana invidia.

Ecco, quando andiamo a spiegare che cosa vuol dire essere un ciclista più forte, bene sappiamo che quella forza significa avere una gamba performante, in grado di mantenere per un certo periodo di tempo prestazioni elevate. 

Ma come ci si allena per diventare un ciclista forte?

Bene, se abbiamo dalla nostra parte madre natura, la genetica, allora potremo avere un potenziale elevato che potrebbe, se siete atleti giovani, diventare un buon biglietto da visita per il professionismo.

Resistenza ad alte intensità.

Ovvero la capacità di avere una potenza costantemente alta per un tempo che va dai 90 minuti ai 120. La potenza dovrà essere il 90% della nostra fpt, lo sforzo cardiaco invece intorno al 85% della frequenza cardiaca massima.

Ripetute da 20/40 minuti all’interno di un lungo allenamento. Oppure 1h 30 fatta a tutta fatta all’interno di un percorso piuttosto pianeggiante tenendo una potenza il più costante possibile per tutta la durata dell’esercizio,

Allenare la forza massimale

E’ la capacità di contrarre in maniera massimale il maggior numero di fibre muscolari. Le alternative per allenare la forza potrebbero essere di diversi tipi. Attraverso sedute in palestra oppure con esercizi specifici utilizzando delle Kettlebell, un modo per allenare la forza anche a casa nostra. Un altro valido metodo è quello di inserire nel nostro allenamento in bicicletta delle ripetute con il massimo rapporto possibile per 2/3 minuti oppure facendo delle partenze da fermo per qualche secondo.

Testa

Ebbene la testa gioca un ruolo molto importante. La volontà, la resistenza al dolore, l’obiettivo da raggiungere, la determinazione sono elementi importanti che fanno parte della dote di un valido ciclista. Non c’è allenamento se non c’è un obiettivo da raggiungere. Lo abbiamo visto durante l’inizio del lockdown a Marzo, dove molti atleti professionisti avevano perso la propria motivazione senza una data di inizio delle attività agonistiche e quindi senza un obiettivo di preparazione prefissato. Ma lo possiamo vedere anche noi, quando siamo in salita e vediamo da lontano un altro ciclista, subito il nostro istinto va sul raggiungimento dell’atleta davanti a noi. In quel preciso punto iniziamo a pedalare molto forte senza pensare al dolore oppure alla salita. Ecco la motivazione, ma va allenata anche quella.

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