Il 2020 è un anno a livello ciclistico, e non solo, molto strano. Le corse più importanti sono slittate a cavallo tra l’estate e l’autunno e la Vuelta, in programma a settembre, è tutt’ora in fase di completamento.

Incertezze nel mondo del ciclismo, atleti come Niboli, Froome, grandi protagonisti nelle passate stagioni sono saltati nelle salite più impegnative, a favore di atleti sconosciuti. Cambio generazionale, semplice colpa del lockdown oppure un vero e proprio cambio qualitativo?

Sicuramente le causa possono essere tante, una stagione corta ed incerta che ha fatto saltare i piani di allenamento, un ricambio generazionale, ed un nuovo approccio di allenamento.

Atleti come Mathieu Van Der Poel e Wout Van Aert sono in grado di passare da una bici da ciclocross ad una da strada vincendo molto, lo dice anche il ranking uci. Che cosa vuol dire questo?

Multidisciplina

Van Der Poel si cimenta in tre discipline diverse. Ciclocross, dove è nato come atleta, bici da strada e Mtb. Sforzi diversi, diverse tipologie di allenamento. Cyclocross e Mtb a livello di sforzo sono molto simili, brevi ed intensi, non è un caso infatti che molti atleti di Mtb a fine stagione si cimentano in gare di ciclocross.

Si è passato da quello che era un allenamento di fondo molto in voga anni fa per i ciclisti stradisti, ad un allenamento più corto ma più intenso. Più qualità meno quantità, allenare una soglia maggiore per avere la capacità di sopportare sforzi in acido lattico.

Bernal, Ganna, Alanphilippe, Roglic, Evenepoel sono alcuni esempi di campioni nati da altri sport e ”prestati” al ciclismo con successo. Ricordiamo infatti che Ganna è un pistard, Evenepoel giocava a calcio, Roglic faceva salto con gli sci, Alaphilippe ha avuto una carriera importante nel ciclocross e Bernal è stato vicecampione del mondo di mtb. Atleti che da giovani sono stati abituati ad allenarsi in “acido lattico”, allenando la testa ed i muscoli allo sforzo massimo.

Julian Alaphilippe on his way to a silver medal at the 2010 Cyclocross World Championships in Tabor. © B. Hazen / Cyclocross Magazine

Passare da un bici da una Mtb ad una da strada aumenta non solo le capacità sopra descritte ma anche l’abilità di guida. Un primo esempio tra tutti è Peter Sagan e la sua abilità nel condurre una bicicletta da strada.

Il cross training, è ormai diventato un ottimo modo per allenarsi e per non incorrere alla noia durante la propria carriera. Esaurirsi da giovani ed atleticamente parlando unicamente nelle prove su strada, è una scelta da non affrontare, almeno sino a quando campioni come Mathieu Van Der Poel spadroneggeranno nel ranking mondiale.