Nonostante la bicicletta sia stata in questo periodo difficile una scoperta per molti, dovuta anche agli incentivi statali, quello che sembra aver assorbito il maggior impatto a livello economico, penalizzato da una totale inefficienza organizzativa è stato sicuramente il cicloturismo. 

Se pensiamo che maneggi, golf club e comunque l’intera attività sportiva ciclistica sia consentita con le dovute regole di distanziamento, sembra assurdo pensare che strutture ricettive e di noleggio espressamente studiate per accogliere cicloturisti siano chiuse. A questo proposito abbiamo sentito Carlo Siorini, che l’anno scorso, prima dell’emergenza sanitaria, aveva deciso di incoronare un sogno lasciando lavoro, e per un certo periodo moglie e figli, per aprire un’attività nel regno del cicloturismo, la Toscana.

Un sogno ricco di speranze che ha trovato un grosso ostacolo ma che proprio da questo vuole ripartire insieme a tutte le strutture ricettive della Toscana per promuovere un turismo eco sostenibile che lasci spazio alla speranza e che possa in qualche modo dimostrare che praticare cicloturismo in sicurezza si può e si deve fare, come del resto avviene per gli allenamenti.

L’apertura del noleggio di Carlo a Radicofani slitta da Marzo a Luglio, con alle spalle l’acquisto di un casale e le spese di ristrutturazione. Il successo è però garantito nei due mesi di apparente tregua dal virus ovvero Luglio ed Agosto. Tutto va a gonfie vele ma per pochi mesi, di nuovo lockdown, il resto è storia recente. Sei mesi di inattività in un luogo dove strade, boschi, sentieri potrebbero dare spazio a tantissime persone senza farli incontrare. Il turismo, è allo stremo e cosi anche la popolazione che vive proprio di quel lavoro e di quel che il ciclismo regala.

La Val D’Orcia dove viviamo è un gioiello, ma è ferma in un congelatore. Io avevo aperto la Partita Iva nel 2020, ma non avendo uno storico non ho diritto a nessun sostegno.

Queste parole, che sanno di molta delusione, di sacrifici fatti senza riscontri e di speranze annebbiate da un futuro incerto possono rimanere in quella parte che nell’immaginario collettivo non viene raccontato a sufficienza. Tante piccole storie, di uomini e di sacrifici che perdono voce per dare spazio unicamente a dati e freddi numeri.

Abbiamo quindi deciso, nel nostro piccolo, di sensibilizzare l’opinione pubblica e dare spazio a tutte quelle persone legate al mondo del ciclismo e del cicloturismo che vogliono raccontare il proprio disagio dovuta ad un periodo cosi duro. Parlarne per far affiorare idee e soluzioni concrete che troppo tardivamente arrivano da una classe dirigente non competente.

Ci sono soluzioni.

C’è ed esiste la possibilità di consentire un cicloturismo sicuro in strutture ricettive altrettanto sicure per fare ripartire l’economia, anche parzialmente, dando un respiro economico a persone che fino ad ora hanno tenuto duro. I posti all’interno del futuro B&B di Radicofani (attualmente noleggio RadicofaniEBike) sono di per se contingentate. Le colazioni si possono servire in orari diversi ed il turismo ciclistico si può fare con il distanziamento. Come avviene in golf club e negli ippodromi.

Lo spostamento tra regioni può avvenire previo prenotazione alla mano quando richiesta in fase di controllo da parte di forze dell’ordine. Ma tutto tace.

Viviamo in una zona con pochissimi abitanti, paesi di 1000 abitanti e 20 km di distanza .

ed ancora

Centinaia di chilometri di strade bianche, che permettono di pedalare per ore senza incontrare nessuno. Le limitazioni sia nel circolare in bici come nel poter utilizzare servizi( bar, ristoranti, ecc) in luoghi cosi poco densamente abitati, non ha assolutamente un senso. 

E vorrei semplicemente concludere con le parole di Carlo Siorini del Radicofani Ebike Rent & Tour

In questo momento stiamo vivendo di risparmi, in attesa che si sblocchi qualcosa, ma penso che questa situazione non possa essere, per tutti noi, gestita cosi ancora per molto. Purtroppo per tante persone, soprattutto leoni da tastiera, qualsiasi “imprenditore ”  è un Briatore, ma non è assolutamente cosi. Soprattutto per piccoli imprenditori del settore , sono immensi sacrifici per soddisfare spesso solo un sogno, come è il nostro.

Quello che possiamo fare è dare voce a persone come Carlo Siorini che hanno avuto il coraggio di intraprendere una scelta radicale che ha cambiato la vita. La scrittura è un’arma importante, forse troppo sottovalutata, ma serve proprio per dare voce a chi voce non ne ha. Il nostro pensiero è a tutte le persone che del turismo vivono, soprattutto nel mondo del ciclismo, settore a cui noi teniamo molto.