Premetto che non sono un virologo e neanche un dottore, ma quello che sto vedendo in rete è veramente allarmante.

Parlo da appassionato e da persona con un certo senso civico, se quello che preoccupa è il non poter fare la nostra solita sgambata del fine settimana, non vi è nessun divieto a riguardo.

A tal proposito ne parla un articolo su runners world, si parla di podismo, ma le stesse regole si possono applicare anche al ciclismo.

Il ciclismo è un’ottima valvola di sfogo, ci può aiutare a rafforzare il nostro sistema immunitario ma cercando sempre di adottare gli opportuni provvedimenti necessari per evitare il contagio. Potremmo ad esempio evitare le uscite di gruppo ed evitare la nostra pausa di rito in qualche bar troppo frequentato. Insomma una veloce sgambata non troppo impegnativa a livello fisico potrebbe donarci quel senso di benessere psicologico di cui abbiamo tutti un po bisogno in questi giorni difficili, il tutto se non siamo nella zona rossa, dove c’è il divieto di spostamento (anche per chi è in bici)

C’è però una variabile da non sottovalutare, ovvero la possibilità di incorrere in qualche incidente stradale (cosa che ormai è sempre più frequente per noi ciclisti) e che potrebbe richiedere il pronto intervento di personale ospedaliero che sarebbe sottratto all’emergenza sanitaria in atto andando anche ad appesantire i reparti in forte stress.

Possiamo uscire? Si se non siamo nella zona rossa.

Ma è veramente necessario uscire in bici? Questo dipende dal vostro senso civico, d’altronde il running non ha lo stesso tasso di infortuni che ha il ciclismo. E se qualcuno proprio non può farne a meno per questi quindici giorni potrebbe utilizzare i rulli comodamente a casa magari utilizzando Zwift. Insomma pedalare in sicurezza e con senso civico.